Critica del concetto di “dominazione maschile”.

Il discorso della dominazione maschile, ignorando le parole di Pierre Bourdieu (che lo sosteneva paradossale), incarna il manicheismo della doxa contemporanea. Considerato da molte femministe come ovvio, serve come giustificazione per la decostruzione della mascolinità. Tuttavia, questo concetto merita qualche critica! 

Il concetto.

La « dominazione maschile » è un concetto sociologico-femminista che cerca di analizzare il rapporto uomo-donna attraverso una rete di rapporti di potere. In questa visione del mondo un po’ marxista, gli uomini dominano e sfruttano le donne. 

In Francia, è stato soprattutto Pierre Bourdieu a divulgare il concetto e, di conseguenza, le femministe considerano gli ultimi 3000 anni di storia europea come « dominati dai maschi ». Il lavoro di Bourdieu si basa in particolare sullo studio delle popolazioni berbere della Cabilia.

Secondo il concetto di « predominio maschile », gli uomini detteranno le rispettive preferenze di uomini e donne. Il processo, che è interamente culturale, cercherebbe di darsi aspetti di un processo naturale per imporsi. Infine, sia gli uomini che le donne sarebbero prigionieri della « dominazione maschile » ed entrambi i sessi ne trarrebbero beneficio. 

Un discorso socio-costruttivista.

Il discorso della « dominazione maschile » è interamente basato su una logica socio-costruttivista. Il postulato fondatore è che uomini e donne sono fondamentalmente identici. Secondo il discorso bourdieusiano, è solo attraverso un lavoro discorsivo e socio-culturale che gli uomini hanno arbitrariamente imposto le differenze ai sessi, giustificandole a posteriori con un appello alla natura.

Le apparenze biologiche e gli effetti molto reali prodotti nei corpi e nei cervelli da un lungo lavoro collettivo di socializzazione della biologia e della biologizzazione del sociale si combinano per invertire il rapporto tra causa ed effetto e per far apparire una costruzione sociale naturalizzata (« generi » come habitus di genere) come il fondamento in natura della divisione arbitraria di principio e realtà e della rappresentazione della realtà che talvolta si impone alla ricerca stessa.

PIERRE BOURDIEU, PRÉAMBULE DE LA DOMINATION MASCULINE.

Per leggere i teorici della « dominazione maschile », tra cui Françoise Héritier, la biologia semplicemente non esiste. Si tratta di un’evoluzione delle convenzioni socio-culturali.

Fin dalla preistoria, gli uomini si sono riservati proteine, carne, grassi, tutto il necessario per fare le ossa. Mentre le donne ricevevano gli amidi e i porri che davano loro le curve. È questa discrepanza nella dieta – ancora osservata nella maggior parte dell’umanità – che ha portato, nel corso dei millenni, a una diminuzione della taglia delle donne mentre quella degli uomini è aumentata. Un’altra differenza che passa per naturale mentre è culturalmente acquisita.

FRANÇOISE HÉRITIER, ENTRETIEN POUR LE JOURNAL LE MONDE.

Naturalmente, e con l’aiuto dei post già pubblicati su questo sito, sapete che ci sono differenze di genere (non è solo una costruzione sociale), sapete da dove vengono, e sapete che gli stereotipi socio-culturali hanno solo un debole impatto sugli individui.

Purtroppo, la visione socio-costruttivista della « dominazione maschile » porta ad assurdità intellettuali che farebbero apparire i peggiori complottisti come persone illuminate. Per esempio, le differenze di dimensioni dovute al « patriarcato della bistecca« …

Una storia semplicistica.

Poiché viene spesso usato come esempio, il testo di Pierre Bourdieu è per molti versi semplicistico. La sua scelta di popolazione non è molto rappresentativa di tutte le culture. Possiamo davvero dire ai francesi, agli americani o ai cinesi che praticano la « dominazione maschile » per analogia con una popolazione berbera che ha le sue specificità? Probabilmente no.

Tanto più che Pierre Bourdieu (come la maggior parte delle femministe) ha messo insieme tutte le donne senza distinzione di classe sociale o di livello di istruzione. Ma i destini di una duchessa e di una contadina non sono paragonabili. Altrimenti, ci si dovrà raccontare come una castellina medievale sia stata sottoposta al dominio maschile di un servo nel suo castello!

Al di là della cultura e delle relazioni sociali, la nozione di tempo è assente nel concetto di « dominio maschile ». Un passato di « dominazione maschile », un presente di « lotta femminista » e un futuro di uguaglianza sono solo una lontana caricatura della realtà storica che non è né lineare né monodirezionale. Ci sono donne che tengono un discorso egualitario praticamente in tutte le epoche. L’era rivoluzionaria di Olympe de Gouges, Claire Lacombe e Pauline Léon fu più favorevole alle donne del Secondo Impero.

Una teoria misogina e paternalistica.

Le principali assenti dalla teoria della « dominazione maschile » sono le donne. Ci si chiede perché non abbiano mai combattuto o resistito alla dominazione maschile. La teoria della « dominazione maschile » è misogina, poiché suggerisce che le donne non sono state in grado per secoli di capire di essere dominate o di opporsi alla loro dominazione. Questo è tanto più assurdo in quanto nelle società tradizionali sono le donne ad essere responsabili dell’educazione dei bambini. Sono loro a dettare i codici socio-culturali e non gli uomini!

C’è una scelta per chiunque voglia riflettere sulle relazioni di genere nella storia. O si deve ammettere che le donne non sono collettivamente in grado di opporsi al dominio maschile, oppure si deve ammettere che le donne ne hanno beneficiato. La prima ipotesi non sembra realistica considerando il numero di donne potenti della storia (Cleopatra, Jeanne d’Arc, la regina Elisabetta I, Vittoria, Caterina di Russia…) ma è proprio quella scelta dalle séides di Pierre Bourdieu.

Contrariamente a questa visione paternalistica e sessista, pensiamo sia essenziale confutare il concetto di « dominio maschile » a causa delle nozioni di ginocentrismo e di finta sottocompetenza. Le donne hanno infatti da secoli un interesse per la « dominazione maschile », soprattutto da un punto di vista evolutivo (l’assunzione di rischi maschili che promuovono la sicurezza delle donne).

Conclusione.

Lungi dall’essere difensori delle donne, i sostenitori della « dominazione maschile » di fatto le rinchiudono nel ruolo di oggetti piuttosto che di attrici nella storia. La teoria divulgata da Pierre Bourdieu è autenticamente misogina, oltre ad essere semplicistica e a portare a conclusioni biologicamente grottesche… Tre buone ragioni per sbarazzarsene definitivamente per ripensare con più sfumatura i rapporti tra uomini e donne nella storia e per non chiudersi in una teoria con un occhio solo e autolegittimata.


Fonte : Critique du concept de “domination masculine” pubblicato da Mos Majorum il 6 giugno 2020.

Illustrazione : Niels Jilderda